Riporto la traduzione di un’interessante articolo scritto da Tim Prebble su Music of sound in cui si affronta in maniera dettagliata la simulazione acustica dei suoni in ambienti esterni.
L’idea del Worldizing non è un concetto nuovo e per chi non avesse familiarità con il termine può sempre ascoltare Walter Murch che lo spiega in maniera eloquente:
Purtroppo non è sempre possibile portare un sistema di riproduzione audio e tutti i suoni da preparare in uno spazio esterno tranquillo dove poter ri-registrarli, e siccome la necessità è la madre di tutte le invenzioni ho pensato che fosse interessante discutere in merito ai metodi che funzionano meglio per far sì che gli elementi sonori suonino come se fossero outdoors. Registrare i suoni con prospettiva è un’opzione, ma per il mio progetto corrente vorrei realizzare ambienti composti da vari livelli di elementi worldlizzati, da qui la mia ricerca… (considerate che la mia conoscenza matematica è un po traballante, quindi se vedete degli errori siete pregati di commentare così che possa imparare qualcosa e correggere il post)
Con molto piacere segnalo l’AIPS, archivio italiano paesaggi sonori, un’interessantissimo progetto coordinato da Francesco Giannico e Alessio Ballerini che si pregia della collaborazione di molti





Ancora una volta 
