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Field recording urbano

Eric Cator – The sound recordist – 2008

Di seguito la traduzione di un’articolo dedicato all’urban field recording postato su Suite101.com

La tecnologia ha reso la registrazione in territorio urbano molto più semplice, ma l’expertise in quanto a field recording è essenziale per avere buone registrazioni dalla strada.

Gli appassionati di field recording registrano il panorama sonoro urbano per molte ragioni, dalla semplice sonorizzazione di podcast fino alla documentazione del cambiamento che avviene nel soundscape urbano. La registrazione digitale, le tecniche binaurali o i microfoni stereo su corpo unico hanno decisamente risolto molti dei problemi tecnici che impedivano buone registrazioni, ma, ancora, ciò che fa la differenza per ricavare registrazioni sensate all’ascolto è l’esperienza nel field recording.

Posizionamento del microfono e cattura del momento

Si possono trovare molti parallelismi tra la fonografia di strada e la consolidata arte della fotografia di strada. Entrambe hanno come scopo quello di catturare il momento, sebbene nel caso del suono si tratti di un momento prolungato. Entrambi ripresi da una prospettiva particolare, quella di uno spettatore. La prospettiva di ascolto resa da un microfono binaurale è pari a quella delle orecchie di colui che registra come, in maniera similare, la prospettiva di una ottica media è vicina a quella degli occhi del fotografo che scatta la foto.

Questo corollario è riassunto in maniera chiara da leggendario fotoreporter di guerra Robert Capa.

“Se lo scatto non è abbastanza buono è perché non eri abbastanza vicino”

Ciò è valido anche per le registrazioni urbane – bisogna essere sufficientemente vicini alla sorgente sonora dominante per caratterizzare in qualche maniera il panorama sonoro che si cattura. I suoni di strada sono costituiti da strati molto densi, sovraimposizioni di tanti eventi sonori  provenienti da tutte le direzioni. Nelle parole di R. Murray Schafer sono lo-fi, nessuna sorgente sonora predomina sull’altra.

Il rombo del traffico di sottofondo e le conversazioni partecipano alla competizione per chi deve essere il suono chiave che marca la caratteristica del paesaggio sonoro. In genere il field recordist urbano non usa microfoni direzionali, il suo intervento è quello dell’osservatore discreto più che l’attore principale.

Naturalmente quando i propositi sono di altra natura, tipo le interviste in strada, chi registra e gli intervistati sono elementi costituenti del  panorama sonoro urbano, in questo caso il microfono direzionale trova posto in quanto riduce il rombo di fondo tipico delle città permettendo che le interviste vengano percepite in maniera chiara.

Creare una mappa sonora mentale per un migliore risultato

Chi registra si trova in questa mischia aurale. Il posizionamento del microfono è lo strumento principale per alterare la prospettiva tra gli elementi del panorama sonoro. L’intensità sonora decade rapidamente con la distanza, quindi registrando il più vicino possibile alla sorgente del suono marcatore che si desidera, questo ottiene una prominenza rispetto agli altri suoni e alla relativa riverberazione dell’ambiente.

In ogni caso, anche se è desiderabile essere vicini, è anche molto importante la cattura di qualche elemento dell’ambiente – la maestosità di una cattedrale in larga parte è data dalla lunga riverberazione e dalla relativa decadenza delle alte e delle basse frequenze.

L’arte sta nel cercare un’equilibrio tra ciò che sta avanti e ciò che sta nel fondo. Un bravo field recordist include nella registrazione sempre qualcosa in più che la semplice sorgente dominante. Quando si fanno sopralluoghi è sempre bene creare una mappa mentale dei suoni primari e considerare quale di questi sia quello che caratterizza la ripresa finale.

Le sorgenti secondarie sono da prendere seriamente in considerazione – alcune aggiungono colore al luogo, alcune volte sono cose strane come le campanelle di un tram o altri suoni tipo che caratterizzano la location. In fine bisogna pensare anche a suoni che distraggono come il traffico e, ove possibile, usare palazzi o altre strutture come scudo per ripararsi da suoni indesiderati riducendo la loro prominenza nel risultato finale.

La programmazione è la chiave del successo

Saper scegliere la location e il momento in cui registrare è l’abilità chiave che bisogna avere per una buona resa delle registrazioni cittadine, proprio come l’inquadratura e la scelta del momento in cui scattare sono parte essenziale per una buona fotografia. Non ci sono processi di mix nel field recording – si sceglie l’equilibrio tra i suoni-marcatori muovendo la posizione della registrazione all’interno del campo sonoro, così facendo si può trasformare un’ordinario muro urbano in una coinvolgente esperienza sonora.

Articolo originale Richard Mudhar
Traduzione Mirko Perri

 

 

Mirko Perri

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