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Field recording urbano

Eric Cator – The sound recordist – 2008

Di seguito la traduzione di un’articolo dedicato all’urban field recording postato su Suite101.com

La tecnologia ha reso la registrazione in territorio urbano molto più semplice, ma l’expertise in quanto a field recording è essenziale per avere buone registrazioni dalla strada.

Gli appassionati di field recording registrano il panorama sonoro urbano per molte ragioni, dalla semplice sonorizzazione di podcast fino alla documentazione del cambiamento che avviene nel soundscape urbano. La registrazione digitale, le tecniche binaurali o i microfoni stereo su corpo unico hanno decisamente risolto molti dei problemi tecnici che impedivano buone registrazioni, ma, ancora, ciò che fa la differenza per ricavare registrazioni sensate all’ascolto è l’esperienza nel field recording.

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La registrazione stereo M/S in produzione e post-produzione

Un’articolo dal blog di  Martin Pinsonnault sulla tecnica di registrazione M/S

Non ostante il fatto che la pratica e la teoria della registrazione stereofonica M/S esista
da più di 50 anni, molte persone sono ancora riluttanti nell’utilizzo regolare di questa tecnica durante la produzione o la post-produzione, specialmente durante la fase di editing e mix del suono. Recenti sviluppi nei software di post-produzione, insieme all’aumento della potenza di calcolo dei DSP, facilitano molto l’integrazione di questo tipo di registrazione nel workflow di lavoro.

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Psicoacustica: Falsificare lo spazio

Riporto la traduzione di un’articolo di Shaun Farley su designingsound.org che spiega nel dettaglio un’utilissima tecnica di spazializzazione.

Quando si lavora alla spazializzazione del suono, mettere plug-in di riverbero a volte può essere faticoso, in quanto (benché meravigliosi) sono grandi consumatori di DSP.  A volte per ricreare un’effetto, anche semplice, risultano essere onerosi in maniera eccessiva per la macchina e possono anche richiedere tanto tempo per la configurazione dei parametri, specie se si tratta di imitare uno spazio aperto. Ho pensato che fosse utile condividere un trucco che uso per risolvere queste problematiche. Un metodo di spazializzazione che incide quasi nulla sui DSP e ci permette di “falsificare lo spazio”. Mi spiego. Non ci accingeremo a emulare un riverbero tradizionale, ma cercheremo di aggiungere un lieve senso di spazializzazione ai i suoni con cui lavoriamo. Andremo ad aggiungere un po di presenza tipica delle piste multicanale per meglio contestualizzarli nel mondo. Prima di addentrarci nella pratica della cosa, ripassiamo un po di scienza!

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Livelli di pre-amplificazione


Di seguito la traduzione di un’articolo di Javier Zùmer postato sul proprio blog. L’articolo tratta una questione interessante, durante le registrazioni conviene tenere livelli alti di guadagno dei pre? O conviene tenere livelli bassi per mettersi al sicuro dalle saturazioni?

Con questo test vorrei risolvere un dubbio che ogni tanto ho quando registro. E’ abbastanza ovvio che quando si alza il gain contestualmente si alza il rumore di fondo. Ma è anche vero che si registra anche molto più segnale utile. Quindi la questione è: Il rapporto segnale/rumore è sempre costante mentre si alza il gain?

Quando si registra si cerca sempre di evitare picchi che potrebbero saturare il pre-amplificatore. Quindi, bisogna forzare il pre-amp per avere qualche dB in più? O è meglio alzare il volume in post-produzione?

Invece di indagare in maniera teorica voglio fugare i miei dubbi con alcuni test.

Alzare il volume!

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Proiettili a rallentatore

Di seguito la traduzione di un post sul blog di therecordist.com

C’è sempre una prima volta; registrare il passaggio e l’impatto dei proiettili lo è stato per me. E’ stata una cosa che avrei sempre voluto fare ma non conoscevo nessuno con il permesso di usare un silenziatore. Poi durante la sessione di registrazione del mitragliatore M60 con tiratore esperto Richard del negozio di pistole in città, ho cominciato ad indagare su cosa sarebbe necessario per registrare proiettili che sfrecciano e impattano. Ho consultato il mio esperto preferito in quanto a registrazioni di armi – Charles Maynes (grazie di cuore amico) mi ha dato dei consigli davvero preziosi su come affrontare questo tipo di sessioni. Poi ho spiegato a Richard ciò che avevo in mente, le linee guida di Charles e ci siamo messi all’opera. Il suono dei proiettili che sentite in questo post sono rallentati del 35% in maniera da poter ascoltare tiro e impatto in maniera più dettagliata. L’effetto è decisamente più interessante se rallentato.
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Linear Phase vs. Minimum Phase EQ

Traduco un’interessante ricerca sugli equalizzatori redatta da Samuel O’Sullivan e postata su TheProAudioFiles chiarisce il modo in cui lavorano i filtri che ci troviamo a usare ogni giorno.

Ho fatto un sacco di studi sui fitri linear-phase rispetto a quelli minimum-phase. Volevo capire le differenze e i possibili vantaggi/svantaggi che uno tipo equalizzazione può avere sull’altro in particolari situazioni. Ho scoperto di non essere solo in questa ricerca. Tuttavia, c’è pochissima documentazione sui filtri linear-phase e su come lavorano nell’ elaborazione dell’audio.

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Le regole del club Contact Mic

Riporto la traduzione di un’articolo di Tim Prebble  dal suo blog Music of Sound in cui illustra la sua esperienza nella realizzazione della libreria Contact Mic per HissandaRoar

La nuova release HISSandaROAR è ufficialmente disponibile, è costituita esclusivamente da registrazioni per mezzo di microfoni a contatto, ho pensato di condividere alcuni degli aspetti più importanti di questa tecnica, aspetti che ho scoperto nel modo più diretto – attraverso l’esperienza….

La prima regola per un buon utilizzo di un microfono a contatto non riguarda il microfono in se, riguarda un concetto più generale:

Cosa è collegato a dove ?

A occhio e croce direi che ho circa un dozzina di microfoni a contatto, acquistati nell’ultima decina d’anni, ma solo tre di questi risultano essere interessanti nell’utilizzo. Solo uno di questi tre microfoni “buoni”, ha il costo di tutti gli altri messi assieme, per il semplice fatto che coloro che lo hanno progettato hanno capito molto bene la regola numero uno. Infatti non è solo il microfono ad essere buono, ma anche ciò a cui il microfono è collegato, l’unico modo per assicurare grandi risultati e che ci sia una corrispondenza con il preamp e l’unico modo per cui ciò avvenga e che entrambi siano venduti come un pacchetto unico. Sono sicuro che è un concetto molto chiaro per chi ha conoscenze in elettronica, questo articolo (inglese) può aiutare a capire.

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Collezioni di microfoni

Riporto la traduzione di un’articolo scritto da Tim Nielsen, guest sound designer di questo mese, su Designingsound.org.
 

Il mio nome è Tim Nielsen ed i microfoni sono la mia droga. Sono passati solo quattro mesi da quando ho comprato il mio ultimo microfono, un’adorabile piccolo Neumann XY montato su Mono Rycote. Li ho comprati da un’amico, semplicemente perché come l’ho ho visto, l’ho voluto. Credetemi è veramente carino, lo vorreste anche voi.

Non vorrei scrivere articoli di carattere tecnico, ce ne sono già un sacco. Il mio interesse non è quello di condividere settings di plugin, o catene di mastering. Non mi curo del tipo di preferenze che può avere un  fade o dello schema di colore per organizzare le tracce. Faccio anche io questo tipo di cose, ma spiegarle nel dettaglio non vi farà sentire meglio. Forse, riferendomi alla registrazione di effetti sonori, ho qualche consiglio che qualcuno potrebbe trovare utile. Perciò voglio scrivere di microfoni.

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Riverberi IR a confronto

Riporto la traduzione di un’ottimo articolo uscito su Re-Sounding in cui vengono messi a confronto alcuni dei più popolari riverberi a convoluzione in commercio. L’articolo è anche un’ottimo tutorial per la creazione dei propri impulsi di risposta da importare in questi plugin.

Di recente ho registrato degli sweep per Altiverb, in seguito ho deciso di trovare il modo di usare questi impulsi in altri riverberi a convoluzione. Mi è sembrata un’ottima occasione per comparare il suono dei diversi plugin utilizzando la deconvoluzione dello stesso sweep. I plugin a confronto sono:

NB. Non è una comparazione delle loro funzioni ma solo del suono che ciascuno di essi tira fuori.

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Modelli teorici nel suono – Sfere sonore di David Sonnenschein

Quando si parla di suono, senza entrare nel merito della musica, spesso la tendenza è quella di concentrarsi con molta precisione su questioni tecniche e logistiche per arrivare ad ottenere un certo tipo di qualità o su come bisogna processare una certa sorgente sonora per arrivare ad un certo tipo di effetto sonoro. Nel momento in cui si cerca di dare al discorso “suono” un respiro più ampio, quando si cerca di fare speculazione di tipo estetica sulla costruzione di un buon sonoro per il cinema o per il videogame, la “letteratura” diventa più vaga e nebulosa. A pensarci bene non è facile creare modelli teorici su una questione di questo tipo perché spesso, per quanto ci si voglia sforzare nella ricerca della soluzione universale per tutte le possibili storie da narrare attraverso gli effetti sonori, la musica e la voce, il suono è strettamente legato, oserei dire che è figlio, delle immagini e del ritmo che esse hanno. Impossibile creare il suono perfetto per un’immagine che ancora non abbiamo visto e vissuto emotivamente.

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Tuoni e fumini – I consigli di Frank Bry

Un utilissimo articolo in cui Frank Bry (therecordist.com) illustra il suo approccio alla registrazioni di tuoni,  fulmini e tempeste.

Molte delle mie registrazioni di tuoni sono realizzate con il mio Sanken CSS-5 davanti la porta di casa. Sto seduto in cucina con il registratore è un buon bicchiere di Scotch aspettando, al sicuro, che l’universo me ne mandi uno buono.  Ho una valle proprio davanti al cortile di casa, con la foresta da un lato e un’enorme spazio aperto dall’altro che arriva fino alla strada. Nei momenti in cui non ci sta molto vento e non piove troppo si riescono ad ottenere take molto puliti. Occasionalmente si sentono scoiattoli, uccelli, gente che falcia l’erba o taglia legna con la motosega. Questo accade molto raramente e anche se porta un pò di fastidio fa parte della vita, il momento migliore è la notte, è molto silenziosa…quasi molto silenziosa.

Thunder Recording Compilation by therecordist

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Metodi poco convenzionali

Una delle fasi più stimolanti durante il lavoro con l’audio è la ricerca di nuove sonorità e nuovi timbri. Questo tipo di attività può essere considerata a pieno titolo un viaggio nel mondo delle frequenze. Oggi i mezzi per attraversare questi territori sono innumerevoli la sintesi software ha subito un’evoluzione impressionante negli ultimi anni e la possibilità di “pilotare” tutti i parametri del suono con interfacce sempre più legate alla gestualità umana ha notevolmente incrementato l’espressività, cosa che in passato poteva risultare un pò sterile poiché il controllo dei parametri era legato ad una programmazione ragionata a tavolino, con software come OSculator è possibile interfacciare qualsiasi controller ad un synth e variarne i parametri con il massimo della personalizzazione.

Altri metodi per la ricerca sonora sono quelli che si possono mettere in campo con particolari tipi di microfoni poco convenzionali. Microfoni a contatto, idrofoni, pick-up eletromagnetici e microfoni binaurali sono strumenti che possono dare un grosso contributo al proprio suono. Personalmente preferisco quest’ultimo tipo di approccio nella ricerca sonora, registrare in maniera diversa suoni reali garantisce un tipo di complessità organica al suono che difficilmente si riesce ad ottenere con la sintesi. Inoltre usare questo tipo di registrazioni come sample da inserire nei campionatori offre un raggio d’azione infinito per la ricerca di cose mai sentite!

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Come ottenere un suono da un milione di dollari senza avere un milione di dollari

Riporto di seguito un’altro fantastico articolo di Ric Viers per Designing sound.

Qualche mese fà stavo guardando un’episodio dei Griffin. Peter Griffin stava facendo una delle sue solite buffonate e durante una di queste scene venne schiacciato da un pianoforte che gli cadde in testa. BAM! Mi grattai la testa e rimandai indietro il video. Ero sicuro, la distruzione del piano era un effetto sonoro che avevo creato tempo addietro su commissione di una libreria commerciale di effetti sonori. E’ divertente ascoltare casualmente il proprio lavoro.

Ricordando il periodo in cui ho realizzato quel suono, oggi mi ritrovo veramente stupefatto di come ho registrato le cose a casaccio in passato. All’inizio non avevo dei monitor professionali, anzi l’unica cosa che avevo erano un paio di casse per computer molto costose e delle ottime cuffie. Registravo su DAT che, paragonato ai registratori portatili di basso livello che ci sono oggi, era molto più rumoroso. Per fortuna avevo ottimi microfoni. Ho creato molte librerie per le major con questa attrezzatura e mano a mano che il lavoro aumentava miglioravo l’equipaggiamento del mio studio.

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Ric Viers – Special su Designing Sound

Ric Viers autore dell’ottimo manuale Sound effects bible e fondatore di Blastwave FX è il guest sound designer di Designing sound. Riporto la traduzione degli interessanti articoli che della la sua esperienza sul campo. Su Designing sound TV inoltre potete trovare dei buoni video tutorials postati da Viers.

Le dieci cose da portare per il field recording.

Registrare in campo aperto e come fare campeggio. Si hanno solo le cose che uno decide di portarsi dietro. Quando si va a campeggiare ci si separa da tutti i piaceri quotidiani. Per quanto mi riguarda il campeggio è poco piacevole. Quando le persone decidono di andare in campeggio lo fanno perché vogliono “scappare da tutto”, ma poi si portano “tutto” dietro. Perché? Perche hanno bisogno dei loro confort!

Niente può rovinare un campeggio come dimenticare quella particolare cosa necessaria. Per esempio, si può passare un giorno intero a cercare il posto più adatto per campeggiare, ma tutto potrebbe diventare un’incubo se si dimentica la tenda! E’ importante quindi pianificare prima e impacchettare tutto con cura poi.

I campeggiatori navigati tirano fuori tutta l’attrezzatura prima di imballarla, la mettono in riga fuori dal magazzino e fanno un inventario seguendo una lista in maniera da controllare che ci sia tutto. In ogni caso, anche i campeggiatori più esperti, una volta di ritorno, stileranno una lista di cose dimenticate o che non avevano mai pensato poter essere utili nel bosco…

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Suono subacqueo

Riporto la traduzione di un’interessante post scritto da Tim Prebble sul suo blog Music of sound.

Qualcuno ha chiesto qualche dritta su come si possono realizzare suoni subacquei così ho pensato di postare come esempio alcuni approcci differenti da me tentati che hanno funzionato bene a seconda dei casi. Prima di procedere con l’ascolto vorrei chiarire una cosa: la fisica è molto affascinante, ma a meno che non si stia lavorando ad un documentario su come il suono si ascolta sott’acqua, allora l’obiettivo è quello di evocare la sensazione di stare stare sott’acqua. Spesso quando ascolto le registrazioni fatte con idrofoni mi capita di pensare che quel suono non è quello che io ricordo quando sono immerso nell’acqua. La mia memoria sonora in parte è influenzata da decenni di documentari e film sugli scuba ma ciò che mi fa pensare a quel tipo suono è solo in parte influenzato da ciò, infatti, per lo più, si tratta di qualcosa di più viscerale. La mia mente è maggiormente influenzata dall’esperienza del nuoto – in mare o in piscina. Il suono degli idrofoni tende a non farmi ricordare quel tipo di esperienza. Con questo non voglio dire che non si possano tirare fuori dei suoni interessanti con gli idrofoni, ma per i miei progetti dove è necessario il suono subacqueo, l’utilizzo di quei microfoni non è in cima alla mia lista…

Qualche anno fa ho lavorato da un corto intitolato Water per la regia di Chris Graham. La premessa di base è un tubo dell’acqua che perde in una casa, nessuno sembra accorgersi della perdita tranne una ragazzina che cerca di dirlo alla propria famiglia ma nessuno la prende in considerazione. Lentamente la casa si riempie di acqua, fino a quando la famiglia non inizia a nuotare in giro per le stanza, apparentemente ignari di ciò che sta accadendo. Non che fosse un ragionamento sottile sul riscaldamento globale, ma comunque hanno fatto di tutto perché fosse efficace visivamente, hanno letteralmente segato una casa in due per immergerla lentamente in una piscina. Rendere un suono dell’acqua appropriato a tutto ciò era vitale, specie per la parte di climax, che era tutta subacquea.

Ho tentato approcci differenti per questo progetto – avevamo ottimi take a vuoto dal set di persone che si muovevano nella casa mezza sommersa. E, per via di un’altro progetto che avevo realizzato, avevo molte registrazioni fatte in una piscina all’aperto, ho distrutto un povero nuotatore costringendolo ad andare su e giù per la piscina. Inoltre ho cercato nella mia libreria suoni relativi all’acqua, mare, laghi e anche fango…Questo fu il mio punto di partenza e armato di tutti questi campioni ho cercato di processarli in molti modi differenti.

Per prima cosa ho provato a fare movimenti di pitch con Metasynth. Una parte di questo suono è molto utile un’altra parte no (quando si comincia a sentire la grana)

[soundcloud url="http://soundcloud.com/timprebble/underwater-pitch-sweep"]

Dopo ho provato a processarlo con Orange vocoder, un plug in con il solito synth di “plastica” integrato per quando volete il suono di un pessimo sintetizzatore pop. Ma utile se si disabilita il synth e si utilizza un secondo file audio come sorgente per il vocoding. Così ho preso il suono delle bolle d’acqua di una piscina e ho applicato il processo di vocoding usando come sorgente il suono di un’esplosione.

[soundcloud url="http://soundcloud.com/timprebble/underwater-vocode-1"]

[soundcloud url="http://soundcloud.com/timprebble/underwater-vocode2"]

E giusto per divertimento ho provato ad applicare ai dialoghi del film un vocoding con sorgente il suono dello sciabordio dell’acqua.

[soundcloud url="http://soundcloud.com/timprebble/underwater-dx-vocode"]

Considerate che era una cosa di dieci anni fa, quindi non ricordo nel dettaglio come ho utilizzato il vocoder, ciò che vi ho riportato è a grandi linee. Di seguito un’estratto del film.