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L’uomo biofonico – conversazione con Bernie Krause sull’origine selvaggia della musica umana

L’UOMO BIOFONICO

Chitarrista, compositore e pioniere dei sintetizzatori analogici Bernie Krause uscì dallo studio di registrazione alla ricerca di suoni naturali. Quello che scoprì era molto più profondo.
di Jay Babcock (articolo originale su Arthur magazine)

Illustrazione di Kevin Hooyman

“…Ogni essere umano sarà plasmato con canzoni, musica e tutte quelle cose che hanno a che fare con la natura”- Edgar Cayce psichiatra americano del 20° secolo, da “letture di una vita” dato a Bernie Krause quando aveva appena sei settimane di vita, come riportato da Krause in Notes from the Wild (Ellipsis Arts, 1996)

Chi meglio di Bernie Krause è adatto ad esplorare il più grande interrogativo sulla musica e cioè: cos’è, a cosa serve, perché ci piace, da dove proviene, perché suona come suona?

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Field recording urbano

Eric Cator – The sound recordist – 2008

Di seguito la traduzione di un’articolo dedicato all’urban field recording postato su Suite101.com

La tecnologia ha reso la registrazione in territorio urbano molto più semplice, ma l’expertise in quanto a field recording è essenziale per avere buone registrazioni dalla strada.

Gli appassionati di field recording registrano il panorama sonoro urbano per molte ragioni, dalla semplice sonorizzazione di podcast fino alla documentazione del cambiamento che avviene nel soundscape urbano. La registrazione digitale, le tecniche binaurali o i microfoni stereo su corpo unico hanno decisamente risolto molti dei problemi tecnici che impedivano buone registrazioni, ma, ancora, ciò che fa la differenza per ricavare registrazioni sensate all’ascolto è l’esperienza nel field recording.

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Room-tone = Emotional tone, l’importanza di ascoltare gli ambienti

Riporto la traduzione di un’articolo di Mike Taylor postato su Designing sound

Ovunque stiate mentre leggete questo articolo, fermatevi e ascoltate l’ambiente in cui vi trovate. Cosa sentite?  Una forte tentazione potrebbe essere quella di rispondere “niente”, ma la complessa cacofonia del mondo intorno si combina e si fonde con lo spazio in cui vi trovate creando il suono di una location specifica. Il suono di cio che vi circonda nell’immediato è generato da qualsiasi tipo di sorgenti come ronzii elettrici, tubi dell’acqua, traffico, i vicini, il tempo atmosferico o gli animali selvatici. Non ostante risultino indistinti dal vostro punto di vista, questi suoni si stanno ancora debolmente facendo strada nella stanza, filtrati e riverberati dall’arredamento che li distorce e li consegna al vostro orecchio come un intangibile “room tone”.  E’ quel suono relativamente debole che le persone identificano come “silenzio” (Probabilmente perché non hanno mai provato a farci delle registrazioni sopra!)

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Ambienti per film

Di seguito un’articolo tradotto da music of sound di Tim Prebble. L’articolo affronta la creazione di ambienti sonori in surround sia nella fase di registrazione che di editing

L’intenzione iniziale di questo post voleva essere la spiegazione del perché avevo scelto un certo tipo di configurazione microfonica nel mio viaggio in Papua Nuova Guinea dove ho registrato gli ambienti per un film. Ragionando su come impostare il post, questo si è lentamente trasformato in un discorso generalizzato del mio approccio alla creazione degli ambienti sonori cinematografici, così ho cambiato il titolo e ora spero che serva a tutti e due i propositi…

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Worldizing rivisitato

Riporto la traduzione di un’interessante articolo scritto da Tim Prebble su Music of sound in cui si affronta in maniera dettagliata la simulazione acustica dei suoni in ambienti esterni.

L’idea del Worldizing non è un concetto nuovo e per chi non avesse familiarità con il termine può sempre ascoltare Walter Murch che lo spiega in maniera eloquente:

Purtroppo non è sempre possibile portare un sistema di riproduzione audio e tutti i suoni da preparare in uno spazio esterno tranquillo dove poter ri-registrarli, e siccome la necessità è la madre di tutte le invenzioni ho pensato che fosse interessante discutere in merito ai metodi che funzionano meglio per far sì che gli elementi sonori suonino come se fossero outdoors. Registrare i suoni con prospettiva è un’opzione, ma per il mio progetto corrente vorrei realizzare ambienti composti da vari livelli di elementi worldlizzati, da qui la mia ricerca… (considerate che la mia conoscenza matematica è un po traballante, quindi se vedete degli errori siete pregati di commentare così che possa imparare qualcosa e correggere il post)

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Archivio italiano paesaggi sonori

Con molto piacere segnalo l’AIPS, archivio italiano paesaggi sonori, un’interessantissimo progetto coordinato da Francesco Giannico e Alessio Ballerini che si pregia della collaborazione di molti artisti del panorama italiano. Un’estratto del loro manifesto:
“Lʼintento del gruppo è quello di promuovere la cultura dei paesaggi sonori e i soundscapers italiani, performers/musicisti che si cimentano in live electronics e creano installazioni artistiche audiovisive connesse al concetto di soundscape composition. Le possibilità offerte dall’idea in questione sono molteplici e offrono naturali ponti con l’arte contemporanea, mixed media, web 2.0 etc. Pertanto l’opera di promozione di AIPS si muove   da un lato online attraverso un reporting di tutti i lavori di soundscaping svolti sul suolo italiano, da un lato attraverso  proposte di eventi performativi e workshop ad hoc.”

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Chris Watson

Chris Watson è uno dei veterani nella registrazione dei fenomeni naturali. Ha lavorato hai maggiori documentari naturalistici della BBC come, Life In The Undergrowth, Frozen planet e The Life of birds con il quale ha ottenuto il premio come miglior suono al BAFTA nel 1998, nel video (in inglese) parla delle sue tecniche.

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Librerie audio – Surround ambiences

Confesso che è da tempo che aspettavo questo giorno, oggi finalmente posso presentare la prima libreria audio indipendente made in italy. Come indica il nome, Surround-ambiences, è una libreria che rilascia pregiatissime registrazioni multicanale di paesaggi sonori. La prima collezione è Autumn Wind 5.1 HD dedicata ai venti d’autunno, oltre 3 gB di ambienti sonori realizzati nella campagna toscana con un Soundfield SPS200 e rilasciati nei formati 5.1, B-format e stereo a 24 Bit 96KHZ al prezzo di 25€. Nei prossimi giorni mi metterò in contatto con Gabriele Fasano artefice di quest’opera per farci raccontare la sua esperienza sulla realizzazione di Autumn Wind 5.1 HD.

 

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Metodi poco convenzionali

Una delle fasi più stimolanti durante il lavoro con l’audio è la ricerca di nuove sonorità e nuovi timbri. Questo tipo di attività può essere considerata a pieno titolo un viaggio nel mondo delle frequenze. Oggi i mezzi per attraversare questi territori sono innumerevoli la sintesi software ha subito un’evoluzione impressionante negli ultimi anni e la possibilità di “pilotare” tutti i parametri del suono con interfacce sempre più legate alla gestualità umana ha notevolmente incrementato l’espressività, cosa che in passato poteva risultare un pò sterile poiché il controllo dei parametri era legato ad una programmazione ragionata a tavolino, con software come OSculator è possibile interfacciare qualsiasi controller ad un synth e variarne i parametri con il massimo della personalizzazione.

Altri metodi per la ricerca sonora sono quelli che si possono mettere in campo con particolari tipi di microfoni poco convenzionali. Microfoni a contatto, idrofoni, pick-up eletromagnetici e microfoni binaurali sono strumenti che possono dare un grosso contributo al proprio suono. Personalmente preferisco quest’ultimo tipo di approccio nella ricerca sonora, registrare in maniera diversa suoni reali garantisce un tipo di complessità organica al suono che difficilmente si riesce ad ottenere con la sintesi. Inoltre usare questo tipo di registrazioni come sample da inserire nei campionatori offre un raggio d’azione infinito per la ricerca di cose mai sentite!

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Registrare l'aria

Nella creazione degli ambienti sonori un’elemento fondamentale è senza ombra di dubbio il suono dell’aria. In natura il silenzio assoluto non esiste. Ogni luogo, che sia all’aperto o al chiuso, ha una particolare tonalità che si crea a seconda di come l’aria si muove all’interno. Questo è un fattore fondamentale da tenere in considerazione nella creazione del suono cinematografico, infatti è l’elemento sonoro che fa da collante al puzzle di suoni ripresi da varie sorgenti con i quali si compone una colonna audio. Inoltre, in alcuni casi, può avere anche un forte valore estetico per la scena a cui si sta lavorando.
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