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Utilizzo dei microfoni shotgun in interno

Di seguito la traduzione di un’articolo di Javier Zùmer che tratta delle problematiche relative all’utilizzo dei microfoni direzionali in ambienti interni.

Ho fatto alcune ricerche che partono da qualcosa che ho sentito:

non è una buona idea usare un microfono fucile in interno

Vorrei fare un check rispetto questa affermazione, eventualmente fare qualche test.

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Le regole del club Contact Mic

Riporto la traduzione di un’articolo di Tim Prebble  dal suo blog Music of Sound in cui illustra la sua esperienza nella realizzazione della libreria Contact Mic per HissandaRoar

La nuova release HISSandaROAR è ufficialmente disponibile, è costituita esclusivamente da registrazioni per mezzo di microfoni a contatto, ho pensato di condividere alcuni degli aspetti più importanti di questa tecnica, aspetti che ho scoperto nel modo più diretto – attraverso l’esperienza….

La prima regola per un buon utilizzo di un microfono a contatto non riguarda il microfono in se, riguarda un concetto più generale:

Cosa è collegato a dove ?

A occhio e croce direi che ho circa un dozzina di microfoni a contatto, acquistati nell’ultima decina d’anni, ma solo tre di questi risultano essere interessanti nell’utilizzo. Solo uno di questi tre microfoni “buoni”, ha il costo di tutti gli altri messi assieme, per il semplice fatto che coloro che lo hanno progettato hanno capito molto bene la regola numero uno. Infatti non è solo il microfono ad essere buono, ma anche ciò a cui il microfono è collegato, l’unico modo per assicurare grandi risultati e che ci sia una corrispondenza con il preamp e l’unico modo per cui ciò avvenga e che entrambi siano venduti come un pacchetto unico. Sono sicuro che è un concetto molto chiaro per chi ha conoscenze in elettronica, questo articolo (inglese) può aiutare a capire.

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Roland annuncia R-26 registratore portatile 6 canali

Roland lancia sul mercato R-26 registratore portatile a 6 canali. Incorpora 4 microfoni una coppia XY centrale e una Omni sui lati, inoltre ha due ingressi combo XLR/TRS alimentati 48v. Il largo display LCD touchscreen potrebbe risultare molto comodo, e molto comodi sembrerebbero anche i fader rotativi di dimensioni importanti. Registra tutti e 6 i canali simultaneamente a 96Khz 24Bit. Gironzolando sul web il prezzo al pubblico sembrerebbe di 599$. Nell’attesa di un test sul campo da parte di qualcuno, potete trovare maggiori info qui

Collezioni di microfoni

Riporto la traduzione di un’articolo scritto da Tim Nielsen, guest sound designer di questo mese, su Designingsound.org.
 

Il mio nome è Tim Nielsen ed i microfoni sono la mia droga. Sono passati solo quattro mesi da quando ho comprato il mio ultimo microfono, un’adorabile piccolo Neumann XY montato su Mono Rycote. Li ho comprati da un’amico, semplicemente perché come l’ho ho visto, l’ho voluto. Credetemi è veramente carino, lo vorreste anche voi.

Non vorrei scrivere articoli di carattere tecnico, ce ne sono già un sacco. Il mio interesse non è quello di condividere settings di plugin, o catene di mastering. Non mi curo del tipo di preferenze che può avere un  fade o dello schema di colore per organizzare le tracce. Faccio anche io questo tipo di cose, ma spiegarle nel dettaglio non vi farà sentire meglio. Forse, riferendomi alla registrazione di effetti sonori, ho qualche consiglio che qualcuno potrebbe trovare utile. Perciò voglio scrivere di microfoni.

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Metodi poco convenzionali

Una delle fasi più stimolanti durante il lavoro con l’audio è la ricerca di nuove sonorità e nuovi timbri. Questo tipo di attività può essere considerata a pieno titolo un viaggio nel mondo delle frequenze. Oggi i mezzi per attraversare questi territori sono innumerevoli la sintesi software ha subito un’evoluzione impressionante negli ultimi anni e la possibilità di “pilotare” tutti i parametri del suono con interfacce sempre più legate alla gestualità umana ha notevolmente incrementato l’espressività, cosa che in passato poteva risultare un pò sterile poiché il controllo dei parametri era legato ad una programmazione ragionata a tavolino, con software come OSculator è possibile interfacciare qualsiasi controller ad un synth e variarne i parametri con il massimo della personalizzazione.

Altri metodi per la ricerca sonora sono quelli che si possono mettere in campo con particolari tipi di microfoni poco convenzionali. Microfoni a contatto, idrofoni, pick-up eletromagnetici e microfoni binaurali sono strumenti che possono dare un grosso contributo al proprio suono. Personalmente preferisco quest’ultimo tipo di approccio nella ricerca sonora, registrare in maniera diversa suoni reali garantisce un tipo di complessità organica al suono che difficilmente si riesce ad ottenere con la sintesi. Inoltre usare questo tipo di registrazioni come sample da inserire nei campionatori offre un raggio d’azione infinito per la ricerca di cose mai sentite!

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Registratori portatili a confronto

Riporto la traduzione di un’ottimo test sui registratori portatili eseguito da Rene Coronado sul suo blog The sound my head makes.

Questo è il primo post su una serie di test effettuati con tre registratori tascabili molto popolari, i test sono basati su una serie di riferimenti tecnici, non intendono essere esaustivi e tutti i risultati e le opinioni da me espresse sono strettamente personali.

Negli ultimi anni il mercato dei registratori portatili è esploso, molti si guardano intorno chiedendosi quale comprare – eccomi qui per dare un’aiuto! Il proposito di questo test è quello di valutare i dispositivi sotto la lente di un sound designer e field recordist e di confrontarli con i registratori standard in uso nel settore del field recording. Testerò 3 registratori tascabili confrontandoli in base ad un setup di riferimento (microfoni+registratore) il test include:

  • Sony PCM D50
  • Tascam DR-100
  • Zoom H4n
  • Sound Devices 744t with Sure SM81s in XY setup (il riferimento)

Nella prima parte del test si confronteranno le differenti caratteristiche, mentre la seconda parte sara dedicata all’ascolto comparato di registrazioni effettuate con i vari registratori.

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Registrare l'aria

Nella creazione degli ambienti sonori un’elemento fondamentale è senza ombra di dubbio il suono dell’aria. In natura il silenzio assoluto non esiste. Ogni luogo, che sia all’aperto o al chiuso, ha una particolare tonalità che si crea a seconda di come l’aria si muove all’interno. Questo è un fattore fondamentale da tenere in considerazione nella creazione del suono cinematografico, infatti è l’elemento sonoro che fa da collante al puzzle di suoni ripresi da varie sorgenti con i quali si compone una colonna audio. Inoltre, in alcuni casi, può avere anche un forte valore estetico per la scena a cui si sta lavorando.
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Guida al field recording-Parte 2

Foto Designing Sound

Di seguito la seconda e ultima parte dell’articolo di Aaron Marks per designingsound.org

Oltre a scegliere un microfono pratico e di alto livello (come discusso nella prima parte di questo articolo) l’altra metà dell’equazione per una buona riuscita del field recording è la scelta di un registratore fidato. Le moderne tecnologie di registrazione portatile hanno fatto grandi passi in avanti negli ultimi anni, oggi si ha la possibilità di poter utilizzare macchine in grado di catturare il suono a risoluzioni altissime, di fatto però, la scelta di un registratore è divenuta molto più difficile. Come per i microfoni, anche per i registratori ci sono innumerevoli motivi per scegliere un modello rispetto un’altro e la scelta poggia sempre sul come e cosa si deve registrare. Una volta definite le variabili la scelta dell’apparecchio da usare potrebbe essere ovvia, tuttavia i field recordist per stare sicuri si portano appresso sempre più di un solo modello.

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Guida al field recording-Parte 1

Foto Designing sound

Riporto di seguito la traduzione della prima parte di un’interessante articolo scritto da Aaron Marks per Designing Sound. L’articolo è un’ottima serie di consigli per la pratica di field recording.

Con il termine field recording si intende la pratica di registrare suoni fuori da un’ambiente controllato come potrebbe essere uno studio. Quindi, ad esempio, registrare nel garage, nel cortile di casa o nel bel mezzo del nulla può essere considerato field recording. Registrare in studio è di per se una sfida, ma se si aggiunge l’attrezzatura portatile, il rumore del vento, gli aereoplani, gli uccelli e tutti gli inconvenienti che non si possono predire allora si che diventa una vera sfida! Se vi piace l’aria aperta, incontrare gente strana e fare cose che potrebbero anche essere divertenti allora il field recording fa per voi.

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Microfoni direzionali

Riporto l’estratto di un’articolo sui microfoni direzionali da mixonline.com

Neumann RSM 19LI

Pochi professionisti del settore audio conoscono il nome di Harry Olson (1901-1982), ma ha lasciato un segno indelebile nella scienza dell’audio. Ricercatore alla RCA, ha dato un contributo fondamentale nello sviluppo dei celeberrimi microfoni a nastro RCA44 ed RCA77 e, nel 1958, all’RCA Music synthesizer. Nel 1941 brevettò il microfono direzionale, adatto alle riprese a lunga distanza per film, video e broadcast. Il progetto di Olson era un pò grezzo, infatti si trattava semplicemente di una serie di tubi messi difronte a capsule microfoniche. Comunque, questo concetto gettò le basi per la costruzione della linea di microfoni comunemente detti fucili e mezzi fucili. Da allora seguirono svariate forme di microfoni ultradirezionali fino ad arrivare a quelli che conosciamo oggi. Essenzialmente di tratta di un tubo – linea di trasmissione acustica – messo davanti ad una capsula omnidirezionale. Detto in maniera semplice, i suoni in asse con il tubo entrano in maniera relativamente integra, tutte le frequenze che provengono dai lati o da dietro, entrano nel tubo tramite delle tacche laterali con la caratteristica di essere fuori fase rispetto alla sorgente in asse e vengono attenuate o cancellate.

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Zoom audio AudioScope

La Squarehead technology ha immesso sul mercato AudioScope un rivoluzionario sistema microfonico capace di zoomare un suono specifico anche all’interno di un’ambiente molto rumoroso, come un palazzetto dello sport pieno di gente. Il sistema è basato su un’array di 315 microfoni multi direzionali disposti su un piatto del diametro di 212 cm.

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Un'interessante esperimento di registrazione

Da Sonic Terrain un’interessante esperimento di registrazione fatto da Richard Devine. Due idrofoni custom writing

1″ target=”_blank”>Aquarian Audio H2a-XLR infilati in un ammasso di fango e vermi, ed inoltre due lavalier DPA 4060 sulla superfice, tutto registrato a 96 KHZ 24Bit su Sound device, il risultato niente male!

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