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Veloce come il vento – Workflow audio e sound design

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Prendere parte alla creazione di un film con una complessità tecnica di questo tipo è un privilegio raro in Italia e, per chi si occupa di suono, avere a che fare con sequenze automobilistiche è una sfida non indifferente.

Veloce come il vento” è una storia di vicende umane e di motori. I motori rientrano in quel dominio che ha a che fare con il sentimento della passione, bisogna avere reverenza. I motori sono anche una lunga tradizione e perciò bisogna rispettarne i canoni. Il suono di un motore porta con se un bagaglio di suggestioni che sono codificate nel linguaggio comune; è qualcosa che si capisce guardando un bambino mentre lo imita con la bocca quando gioca. Nel contesto filmico può avere centinaia di applicazioni, si può insinuare nella trama musicale e diventare uno strumento, Von Karajan parlava del 12 cilindri Ferrari come un’emozione che nessun direttore d’orchestra avrebbe mai potuto replicare. È qualcosa che può diventare messaggero di inquietudine, può essere liberatorio, può sorprendere e può dare eccitazione. È uno strumento molto potente ai fini narrativi e questo il regista, Matteo Rovere, lo sapeva bene fin da prima di iniziare le riprese; è grazie a questa consapevolezza se tutto il team audio è stato in grado di affrontare in maniera compatta un lavoro così complesso.

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La mia prima volta in Dolby Atmos

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La scorsa primavera ho avuto la fortuna di lavorare alla creazione degli effetti sonori di “Youth” di Paolo Sorrentino, primo film in Italia rilasciato in Dolby Atmos. Essendo una tecnologia recente non esiste ancora una letteratura o delle risorse ben organizzate per orientarsi nella produzione di una colonna sonora di questo tipo, ne sotto il profilo tecnico tantomeno sotto il profilo estetico. Quello che segue è il racconto della mia esperienza e le mie personalissime riflessioni sulla resa e le potenzialità di questo formato. Vediamo come funziona

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L’uomo biofonico – conversazione con Bernie Krause sull’origine selvaggia della musica umana

L’UOMO BIOFONICO

Chitarrista, compositore e pioniere dei sintetizzatori analogici Bernie Krause uscì dallo studio di registrazione alla ricerca di suoni naturali. Quello che scoprì era molto più profondo.
di Jay Babcock (articolo originale su Arthur magazine)

Illustrazione di Kevin Hooyman

“…Ogni essere umano sarà plasmato con canzoni, musica e tutte quelle cose che hanno a che fare con la natura”- Edgar Cayce psichiatra americano del 20° secolo, da “letture di una vita” dato a Bernie Krause quando aveva appena sei settimane di vita, come riportato da Krause in Notes from the Wild (Ellipsis Arts, 1996)

Chi meglio di Bernie Krause è adatto ad esplorare il più grande interrogativo sulla musica e cioè: cos’è, a cosa serve, perché ci piace, da dove proviene, perché suona come suona?

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Field recording urbano

Eric Cator – The sound recordist – 2008

Di seguito la traduzione di un’articolo dedicato all’urban field recording postato su Suite101.com

La tecnologia ha reso la registrazione in territorio urbano molto più semplice, ma l’expertise in quanto a field recording è essenziale per avere buone registrazioni dalla strada.

Gli appassionati di field recording registrano il panorama sonoro urbano per molte ragioni, dalla semplice sonorizzazione di podcast fino alla documentazione del cambiamento che avviene nel soundscape urbano. La registrazione digitale, le tecniche binaurali o i microfoni stereo su corpo unico hanno decisamente risolto molti dei problemi tecnici che impedivano buone registrazioni, ma, ancora, ciò che fa la differenza per ricavare registrazioni sensate all’ascolto è l’esperienza nel field recording.

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Registrare effetti sonori in 5, 6, 8 o più tracce?

Riporto un’articolo di Randy Thom pubblicato su designingsound.org

Quando viene progettato il set di un film, lo scenografo cerca di usare il più possibile ciò che offre la location cercando però di evitare che ciò che esiste in quei luoghi possa in qualche modo forzarlo a scelte non desiderate. Il direttore della fotografia di solito decide cosa e come girare con lo stesso approccio. Il regista potrebbe volere delle persone locali in scena, ma probabilmente non gli affiderebbe mai un ruolo da protagonista.

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Livelli di pre-amplificazione


Di seguito la traduzione di un’articolo di Javier Zùmer postato sul proprio blog. L’articolo tratta una questione interessante, durante le registrazioni conviene tenere livelli alti di guadagno dei pre? O conviene tenere livelli bassi per mettersi al sicuro dalle saturazioni?

Con questo test vorrei risolvere un dubbio che ogni tanto ho quando registro. E’ abbastanza ovvio che quando si alza il gain contestualmente si alza il rumore di fondo. Ma è anche vero che si registra anche molto più segnale utile. Quindi la questione è: Il rapporto segnale/rumore è sempre costante mentre si alza il gain?

Quando si registra si cerca sempre di evitare picchi che potrebbero saturare il pre-amplificatore. Quindi, bisogna forzare il pre-amp per avere qualche dB in più? O è meglio alzare il volume in post-produzione?

Invece di indagare in maniera teorica voglio fugare i miei dubbi con alcuni test.

Alzare il volume!

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Ambienti per film

Di seguito un’articolo tradotto da music of sound di Tim Prebble. L’articolo affronta la creazione di ambienti sonori in surround sia nella fase di registrazione che di editing

L’intenzione iniziale di questo post voleva essere la spiegazione del perché avevo scelto un certo tipo di configurazione microfonica nel mio viaggio in Papua Nuova Guinea dove ho registrato gli ambienti per un film. Ragionando su come impostare il post, questo si è lentamente trasformato in un discorso generalizzato del mio approccio alla creazione degli ambienti sonori cinematografici, così ho cambiato il titolo e ora spero che serva a tutti e due i propositi…

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Worldizing rivisitato

Riporto la traduzione di un’interessante articolo scritto da Tim Prebble su Music of sound in cui si affronta in maniera dettagliata la simulazione acustica dei suoni in ambienti esterni.

L’idea del Worldizing non è un concetto nuovo e per chi non avesse familiarità con il termine può sempre ascoltare Walter Murch che lo spiega in maniera eloquente:

Purtroppo non è sempre possibile portare un sistema di riproduzione audio e tutti i suoni da preparare in uno spazio esterno tranquillo dove poter ri-registrarli, e siccome la necessità è la madre di tutte le invenzioni ho pensato che fosse interessante discutere in merito ai metodi che funzionano meglio per far sì che gli elementi sonori suonino come se fossero outdoors. Registrare i suoni con prospettiva è un’opzione, ma per il mio progetto corrente vorrei realizzare ambienti composti da vari livelli di elementi worldlizzati, da qui la mia ricerca… (considerate che la mia conoscenza matematica è un po traballante, quindi se vedete degli errori siete pregati di commentare così che possa imparare qualcosa e correggere il post)

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Chris Watson

Chris Watson è uno dei veterani nella registrazione dei fenomeni naturali. Ha lavorato hai maggiori documentari naturalistici della BBC come, Life In The Undergrowth, Frozen planet e The Life of birds con il quale ha ottenuto il premio come miglior suono al BAFTA nel 1998, nel video (in inglese) parla delle sue tecniche.

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Librerie audio – Surround ambiences

Confesso che è da tempo che aspettavo questo giorno, oggi finalmente posso presentare la prima libreria audio indipendente made in italy. Come indica il nome, Surround-ambiences, è una libreria che rilascia pregiatissime registrazioni multicanale di paesaggi sonori. La prima collezione è Autumn Wind 5.1 HD dedicata ai venti d’autunno, oltre 3 gB di ambienti sonori realizzati nella campagna toscana con un Soundfield SPS200 e rilasciati nei formati 5.1, B-format e stereo a 24 Bit 96KHZ al prezzo di 25€. Nei prossimi giorni mi metterò in contatto con Gabriele Fasano artefice di quest’opera per farci raccontare la sua esperienza sulla realizzazione di Autumn Wind 5.1 HD.

 

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Proiettili a rallentatore

Di seguito la traduzione di un post sul blog di therecordist.com

C’è sempre una prima volta; registrare il passaggio e l’impatto dei proiettili lo è stato per me. E’ stata una cosa che avrei sempre voluto fare ma non conoscevo nessuno con il permesso di usare un silenziatore. Poi durante la sessione di registrazione del mitragliatore M60 con tiratore esperto Richard del negozio di pistole in città, ho cominciato ad indagare su cosa sarebbe necessario per registrare proiettili che sfrecciano e impattano. Ho consultato il mio esperto preferito in quanto a registrazioni di armi – Charles Maynes (grazie di cuore amico) mi ha dato dei consigli davvero preziosi su come affrontare questo tipo di sessioni. Poi ho spiegato a Richard ciò che avevo in mente, le linee guida di Charles e ci siamo messi all’opera. Il suono dei proiettili che sentite in questo post sono rallentati del 35% in maniera da poter ascoltare tiro e impatto in maniera più dettagliata. L’effetto è decisamente più interessante se rallentato.
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Librerie sonore – Ultimate Ice 2 HD

Nuova interessante release su The Recordist, Ultimate Ice 2 Hd libreria dedicata al ghiaccio in tutte le sue dimensioni dai crepitii più piccoli fino al rumore di rotture di lastre enormi. Le sessioni sono state registrate nel nord Idaho su un lago ghiacciato con Sennheiser MKH-8040ST e MKH-8040, per la ripresa di frequenze oltre la soglia di udibilità.  315 effetti su 102 files a 96Khz 24Bit per il prezzo di 50$