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Le regole del club Contact Mic

Riporto la traduzione di un’articolo di Tim Prebble  dal suo blog Music of Sound in cui illustra la sua esperienza nella realizzazione della libreria Contact Mic per HissandaRoar

La nuova release HISSandaROAR è ufficialmente disponibile, è costituita esclusivamente da registrazioni per mezzo di microfoni a contatto, ho pensato di condividere alcuni degli aspetti più importanti di questa tecnica, aspetti che ho scoperto nel modo più diretto – attraverso l’esperienza….

La prima regola per un buon utilizzo di un microfono a contatto non riguarda il microfono in se, riguarda un concetto più generale:

Cosa è collegato a dove ?

A occhio e croce direi che ho circa un dozzina di microfoni a contatto, acquistati nell’ultima decina d’anni, ma solo tre di questi risultano essere interessanti nell’utilizzo. Solo uno di questi tre microfoni “buoni”, ha il costo di tutti gli altri messi assieme, per il semplice fatto che coloro che lo hanno progettato hanno capito molto bene la regola numero uno. Infatti non è solo il microfono ad essere buono, ma anche ciò a cui il microfono è collegato, l’unico modo per assicurare grandi risultati e che ci sia una corrispondenza con il preamp e l’unico modo per cui ciò avvenga e che entrambi siano venduti come un pacchetto unico. Sono sicuro che è un concetto molto chiaro per chi ha conoscenze in elettronica, questo articolo (inglese) può aiutare a capire.

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Hiss and a Roar – Contact mic library

Anche questa volta Tim Prebble introduce nel panorama delle librerie audio una nuova collezione sonora, a mio vedere, strepitosa. La nuova release programmata per questa settimana tratta una raccolta di suoni registrata con microfoni a contatto.

CONTACT MIC RECORDING from tim prebble on Vimeo.

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Metodi poco convenzionali

Una delle fasi più stimolanti durante il lavoro con l’audio è la ricerca di nuove sonorità e nuovi timbri. Questo tipo di attività può essere considerata a pieno titolo un viaggio nel mondo delle frequenze. Oggi i mezzi per attraversare questi territori sono innumerevoli la sintesi software ha subito un’evoluzione impressionante negli ultimi anni e la possibilità di “pilotare” tutti i parametri del suono con interfacce sempre più legate alla gestualità umana ha notevolmente incrementato l’espressività, cosa che in passato poteva risultare un pò sterile poiché il controllo dei parametri era legato ad una programmazione ragionata a tavolino, con software come OSculator è possibile interfacciare qualsiasi controller ad un synth e variarne i parametri con il massimo della personalizzazione.

Altri metodi per la ricerca sonora sono quelli che si possono mettere in campo con particolari tipi di microfoni poco convenzionali. Microfoni a contatto, idrofoni, pick-up eletromagnetici e microfoni binaurali sono strumenti che possono dare un grosso contributo al proprio suono. Personalmente preferisco quest’ultimo tipo di approccio nella ricerca sonora, registrare in maniera diversa suoni reali garantisce un tipo di complessità organica al suono che difficilmente si riesce ad ottenere con la sintesi. Inoltre usare questo tipo di registrazioni come sample da inserire nei campionatori offre un raggio d’azione infinito per la ricerca di cose mai sentite!

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