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Metodi poco convenzionali

Una delle fasi più stimolanti durante il lavoro con l’audio è la ricerca di nuove sonorità e nuovi timbri. Questo tipo di attività può essere considerata a pieno titolo un viaggio nel mondo delle frequenze. Oggi i mezzi per attraversare questi territori sono innumerevoli la sintesi software ha subito un’evoluzione impressionante negli ultimi anni e la possibilità di “pilotare” tutti i parametri del suono con interfacce sempre più legate alla gestualità umana ha notevolmente incrementato l’espressività, cosa che in passato poteva risultare un pò sterile poiché il controllo dei parametri era legato ad una programmazione ragionata a tavolino, con software come OSculator è possibile interfacciare qualsiasi controller ad un synth e variarne i parametri con il massimo della personalizzazione.

Altri metodi per la ricerca sonora sono quelli che si possono mettere in campo con particolari tipi di microfoni poco convenzionali. Microfoni a contatto, idrofoni, pick-up eletromagnetici e microfoni binaurali sono strumenti che possono dare un grosso contributo al proprio suono. Personalmente preferisco quest’ultimo tipo di approccio nella ricerca sonora, registrare in maniera diversa suoni reali garantisce un tipo di complessità organica al suono che difficilmente si riesce ad ottenere con la sintesi. Inoltre usare questo tipo di registrazioni come sample da inserire nei campionatori offre un raggio d’azione infinito per la ricerca di cose mai sentite!

Microfoni a contatto

Cold gold contact mic

Il principio dei microfoni a contatto è simile a quello dei microfoni classici, ma invece di trasdurre le vibrazioni dell’aria, la membrana, molto rigida, trasduce le vibrazioni dei corpi. Sono facili da costruire o, se si ha poca voglia di fare del bricolage, abbastanza economici . Naturalmente, se si ha la possibilità di spendere cifre importanti, ci si può orientare sul top della gamma. Trance Audio, costruisce microfoni a contatto forniti di un circuito per l’ottimizzazione del segnale, questi microfoni nascono come pick up per chitarra, ma se impiegati nella registrazione di oggetti il risultato è stupefacente, ne dà una dimostrazione Tim Prebble che a natale ha regalato alla comunità web una collezione di suoni registrata con questi microfoni. Qui potete ascoltare un’estratto del suono che è possibile ricavare con questa tecnica.

CONTACT MIC XMAS by timprebble

L’esempio che segue postato su Noise Jockey è un’applicazione dei microfoni a contatto per la registrazione di un’ambiente urbano. Il microfono è attaccato alla finestra, il vetro si trasforma in un’enorme membra capace di captare il traffico della strada antistante.
Vehicle Pass-By Ambience, Spaced-Pair Lavs by noisejockey

Idrofoni

 

Idrofoni Aquarian audio

Gli idrofoni nascono come strumenti scientifici per lo studio dei fondali marini, sostanzialmente si tratta di membrane microfoniche impermeabili che captano le vibrazioni attraverso l’acqua. L’uso che si può fare di questi oggetti, naturalmente, non è relegato solo all’ambito scientifico. Le applicazioni possibili sono infinite, basta far vibrare qualsiasi cosa immersa nell’acqua e registrarla! Rabbit ears audio ha rilasciato un’intera libreria registrata con questa tecnica e l’esempio del risultato lo si può apprezzare nella demo che segue.
REA 003 HYDROPHONIC PREVIEW by sepulchra

Altri esempi di registrazioni con idrofoni si trovano su Noise Jockey che sperimenta vari modi per approcciare alla registrazione sub-acquea. In questa registrazione l’idrofono è immerso in un bicchiere pieno di ghiaccio, ottenendo quanto segue:
Hydrotonic by noisejockey

Un’altro interessante esperimento che realizza questo blogger è quello di far vibrare un coperchio metallico con l’archetto del violino mentre è immerso nell’acqua.

Immagine Noise Jockey

Bowed Wok Lid, Underwater with Hydrophone by noisejockey

Sempre Noise Jockey preso dall’entusiasmo per il suo nuovo idrofono lo prova anche fuori dall’acqua con risultati molto interessanti.

Magnet + Hydrophone from Noise Jockey on Vimeo.

Pick -Up elettromagnetici

Pick-up riadattato

I pick up per chitarra possono diventare strumenti molto interessanti se usati diversamente rispetto a quello per cui sono stati pensati. Infatti, con un particolare riadattamento, danno la possibilità di captare e trasdurre in suono i campi magnetici. Tutte le apparecchiature elettriche generano campi magnetici che lavorano a frequenze differenti. In questo post potete trovare tutti i dettagli rispetto a questa tecnica sorprendente.

Di seguito un’esempio realizzato da jedsound.com in cui è possibile ascoltare la registrazione di alcuni campi magnetici generati da deiverse apparecchiature:
Electromagnetic Field 1 by Jean-edouard

Microfono binaurale

Testa binaurale Neumann

La ricerca tecnica per la registrazione multicanale ha creato meraviglie nel corso degli anni. E, nella categoria “meraviglie”, va inclusa anche il microfono binaurale. Questa apparecchiatura e costruita cercando di imitare il più possibile le caratteristiche fisiche dell’anatomia umana in maniera che le registrazioni risultanti restituiscano la sensazione di un’ascolto naturale. Il principio e che due capsule omni direzionali, che fungono da “orecchie”, siano separate da una “testa” in maniera che questa possa “separare” la stereofonia così che il risultato sia l’ascolto umano. Molto interessante. Ma nella registrazione degli ambienti, soprattutto in ambito urbano, se c’è una cosa che conta, è la discrezione. Infatti andare in giro con un’antivento peloso dà molto nell’occhio, immaginate andare in giro con una testa binaurale che tipo di ilarità potrebbe scatenare in alcuni. Dico questo perché basta un solo “simpaticone” che viene a fare “sa…sa…prova…prova” nel microfono, per rovinare una fantastica registrazione di piazza.

MM Audio

Vi chiederete perché introdurlo nella categoria “poco convenzionale” se difficilmente praticabile? La soluzione esiste. Quale testa migliore per caratteristiche e discrezione esiste se non la vostra? Lo dimostra sonickepsi in questa registrazione all’interno di una stazione della metropolitana. La registrazione è stata eseguita con un particolare sistema binaurale della Microphones madness. Microfoni omnidirezionali montati in maniera molto discreta su auricolari molto simili a delle normali cuffie per lettori MP3. Il risultato è ottimo a mio avviso. La registrazione di ambienti, secondo il mio modo di vedere, rientra a pieno titolo nella sezione ricerca, perché  è un tipo di attività che non è facile mettere in campo. Infatti, i contesti urbani sono difficili da registrare per le motivazioni elencate sopra, mentre quelli naturali sono difficoltosi perché spesso bisogna raggiungere, con tutta l’attrezzatura, luoghi remoti  per stare il più possibile lontani dalla civilizzazione. E la civilizzazione non è una cosa semplice da evitare…guardate cosa mi è successo qui.

Mirko Perri

2 Comments

  1. Ciao, mi potresti dare un aiuto? Coe posso amplicare il segnale di un idofono? ho provato direttamente alla classica cassa da chitarra ma secondo me deve passare da qualcos’altro prima, mi spresti indicare il percorso che deve fare? ed eventuale marchingegno da utilizzare? grazie
    p.s. il microfono è quello idrofonico.

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